“AMURE significa amore nel dialetto salentino, anche se oramai in disuso.
Per me indica l’amore verso la terra in cui sono nato e per questo vino che ho voluto realizzare come unico al mondo.”
– Claudio Quarta

San Valentino, la festa dell’Amure. 
AMURE. Un racconto di Dario Santososso
maggio 2021
AMURE: ovvero amore.
Amore per la propria terra.
Amore per le cose.
Amore per le persone: per gli amici, le donne ed i genitori: Mamma e Papà.
“Amure” per ritrovare un affetto seppellito da troppi rimorsi e rancori nei confronti di una persona.
Un papà.
Un uomo che ha sbagliato in passato, ma che per AMURE, ha capito come doveva rimediare.
Ed ecco che per AMURE dei propri figli ha deciso di dire “Scusa, perdonami”.
E un figlio per AMURE lo fa.
Ed eccomi a distanza di anni a parlare con te.
Apro la bottiglia comportandomi come se non fosse mai successo nulla.
– “Papà, questo vino te lo puoi solo sognare. Terre nostre. Terre Salentine. Tutto l’AMURE che hai perso in questi anni.”
– “Eh…è arrivato lui. Hai la bocca che sa ancora di latte e vuoi dire a me cos’è il vino?”.
Papà, non cambierai mai.
– “Papà, parlami di te”.
Riempio i primi calici di vino, mentre lo vedo aggrottare la fronte come per dire “che c****o sta dicendo questo?”
Poi tira giù un sorso.
Non dice niente.
Il vino è buono.
Papà. Classe 1945.
“Sono nato dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando l’Italia era a pezzi.
Da rifare.
Non avevamo la possibilità di sognare.
Ce l’hanno distrutta con una bomba piovuta dal cielo.
Ce l’hanno levata dalle mani come si leva ad un bambino il suo gioco preferito.
Siamo rimasti senza niente. Con solo la speranza che un giorno qualcosa potesse cambiare.
Ma quel giorno era lontano.
Ho patito la fame, la povertà e la miseria.
Avevo solo la speranza che un giorno L’AMURE e la fiducia per la gente potessero cambiare le cose.
Si lavorava la terra con fatica e umiltà, nella speranza che un giorno potesse ricambiare tanto lavoro.
La stessa speranza che ora è racchiusa in questo bicchiere di vino.
L’AMURE per la pazienza e la volontà di fare, di produrre qualcosa.
Tu ora, caro figlio mi dici che questo vino, AMURE, vuol dire amore.
Ma ricorda che l’amore per qualcosa o qualcuno lo capisci solo dopo aver capito ed ascoltato tutta la sua storia.”
La serata prende diverse sfaccettature tra il comico ed il drammatico. Ma questo è l’effetto inebriante del vino.
Dopo che la bottiglia è finita, saluto papà ringraziandolo per la sua storia che mai avrei sentito se non fosse stato con il pretesto di dirgli:
“Papà passo a trovarti perché devo farti provare un vino eccezionale”
Ci salutiamo al solito modo paesano: “statt boon”.
“Ciao Papà,alla prossima.”
Ti voglio bene, ma questo lo tengo per me.
Magari alla prossima bottiglia di AMURE magari, forse, te lo dico.
Ora vado a casa contento di aver capito un po’ di più un uomo che sta diventando “grande” e che merita l’attenzione che bisogna dargli.
Convinto di aver saputo sempre tutto di lui, ma non aver mai capito abbastanza che le cose e le persone vanno vissute e assaporate con calma prima di giudicarle.
In alto i calici.
Alla salute.
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