In questo periodo di emergenza da nuovo Coronavirus tutta la nostra attenzione è diretta verso aggiornamenti sulla pandemia e così trascuriamo molte altre notizie, complice anche la stampa, che non ci coinvolgono direttamente e nell’immediato.

Tra queste, riportando il titolo del Sole24Ore: “Bruxelles apre ai nuovi OGM per rilanciare l’agricoltura Ue”, di qualche giorno fa. Un provvedimento che in tempo di Covid-19 viene trascurato, ma che se ratificato avrà un grande impatto sulla nostra vita e forse non sarebbe nato in assenza di emergenza del nuovo virus.

La notizia è l’apertura alle nuove tecniche di Biologia Molecolare applicate all’agricoltura, il Genome Editing.​ Si tratta di una tecnica che consente di modificare il DNA di una cellula inserendo delle mutazioni mirate, per modificare in maniera specifica alcuni caratteri pur senza introdurre segmenti di DNA provenienti da altre specie. Si parla pertanto, in questo caso di “Cisgenesi” e non di “Transgenesi”, vale a dire trasferimento di geni all’interno di una stessa specie anziché tra specie diverse.

Questo aprirà la strada all’ottenimento di varietà in grado di resistere al cambiamento climatico e a nuovi parassiti, senza ricorrere all’uso di pesticidi, inducendo mutazioni singole che potrebbero avvenire spontaneamente in natura.

Tutto questo grazie ai progressi della scienza.

Qualcuno potrebbe però obiettare e chiedere perché non lasciar fare alla natura.

La risposta è che la natura richiede i suoi tempi per adattarsi all’ambiente e questo ambiente, per colpa principale dell’uomo, sta cambiando tanto rapidamente che la natura non riesce a stagli dietro. Dobbiamo pertanto accelerare i processi di evoluzione naturale per mezzo della scienza.

A causa dei cambiamenti climatici, delle deforestazioni e dell’aver messo in contatto tutto il mondo, nuovi patogeni si diffondono trovando impreparate le colture indigene e vecchi patogeni diventano più virulenti. Questo pericolo viene portato da molto tempo all’attenzione dei politici-burocrati di Bruxelles, ma fino ad ora non c’è stato ascolto.

Ecco, forse è proprio l’emergenza Covid-19 che ha fatto capire a chi ci governa le emergenze che derivano dal vivere in un mondo globale, che ha tolto sempre più spazio agli altri abitanti del pianeta, specie vegetali ed animali, da cui possono derivare infezioni che immediatamente si diffondono, così nei vegetali come nell’uomo.

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