Il vino non è Viola
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La prof. Viola in competizione con la Peronospera nell’apportare danni al vino.
In mancanza della visibilità conquistata con il Covid, la «Prof.» fa parlare di sé sparando a 0
sul vino. Quando nell’articolo a cui fa riferimento la figura sostiene che anche l’OMS dice che il vino è dannoso anche in piccole quantità per cui la tolleranza deve essere 0, parla della posizione dell’OMS in seguito a dati pubblicati dalla prestigiosa rivista Lancet nel 2018. Dati derivanti da uno studio del gruppo internazionale Global Burden of Diseases, nato dalla fondazione Bill Gates e moglie, nel 2018. Ma nel 2022, la stessa Lancet proponeva un nuovo lavoro dello stesso Global Burden of Diseases arrivando a concludere che il consumo moderato apporta benefici nelle 22 patologie considerate.
In particolare, che un consumo moderato di vino allunga la vita, riduce il rischio di diabete, di malattie cardiovascolari e di disturbi cognitivi secondo la cosiddetta curva «J»: a basse dosi il rischio è ridotto per poi aumentare drammaticamente a dosi elevate.
Ma quello che non si capisce è perché la Viola attacchi il vino, bevanda simbolica i cui benefici si riflettono sulla psiche e sulla vita familiare e sociale, e che oltre all’alcol contiene numerose sostanze benefiche, e non attacchi, invece, il consumo dei superalcolici o, peggio ancora, in quanto subdoli, le micidiali «bevande energetiche».
A questo non possiamo rispondere e ci consoliamo con un brindisi con un calice di bianco, proprio come fa la Viola.
- Claudio Quarta

- Vino
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- Claudio Quarta Vignaiolo