È stato girato nella bottaia di cantina di Moros ed è il video che accompagna “Maisia”, brano contenuto nel primo lavoro autografo dell’Ensemble Tito Schipa, dopo Profumo di Negroamaro e Sax lirica and songs. Una scelta (confermata anche dal titolo del primo lavoro)  che rivela  il profondo legame del gruppo agli elementi chiave della cultura salentina. Tra questi, dunque, il vino, i vitigni che hanno da sempre hanno scritto la storia di questo nostro bellissimo territorio, e con esso i luoghi delle fatiche, della lavorazione delle uve, dove rituali produttivi da sempre trasformano il frutto in vino. Arte e vino non sono un binomio antitetico, anzi Claudio ed Alessandra Quarta hanno spesso evidenziato la loro particolare passione per tutto ciò che è Arte (basta varcare la soglia di Cantina Moros a Guagnano per averne conferma)  e la loro profonda convinzione che produrre vino sia, al pari della pittura o di qualsiasi altra espressione creativa, una forma d’Arte.

Ecco dunque la scelta di aprire le porte della loro più piccola cantina per accogliere nella suggestiva bottaia sotterranea gli artisti del gruppo, nato nel 2004 da un’idea del M° Giampiero Perrone, che ne cura la direzione artistica. L’ Ensemble realizza un progetto artistico di ampio raggio, uno spettacolo composto da musiche, canzoni, recitazione e danza.

“Maisia”, il nome del brano,  è  come lo definisce lo stesso direttore “come un tumulto o una tempesta, una speranza negata, o un sussulto d’amore. Maisia… uno slancio del cuore per scongiurare l’imprevisto, per allontanare la malasorte con ogni buon auspicio. Maisia è una formula magica, o un cantico d’amore”.

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