wine-spectatorL’unico vino pugliese nella Top 100 di Wine Spectator 2016, una delle classifiche più attese dal mondo enoico, è un Primitivo di Manduria, prodotto da Claudio Quarta Vignaiolo nella sua cantina tarantina Tenute Eméra.

Si tratta del “Primitivo di Manduria Dop 2014 – Antica Masseria del Sigillo”, che con un punteggio di 90 punti rientra nella prestigiosissima Top 100 2016, redatta come ogni anno da una delle riviste di settore più influenti al mondo. La squadra italiana è composta da 18 etichette.

Antica Masseria del Sigillo prende il nome dalla cantina degli anni ‘50 che Claudio Quarta acquistò a Guagnano, sempre in Puglia, trasferendo poi la produzione della linea Antica Masseria del Sigillo nella nuova cantina Tenute Eméra, immersa nei vigneti a ridosso della costa jonica.  Alla struttura di Guagnano, opportunamente ristrutturata, venne dato il nome di Moros, ed è dedicata alla esclusiva produzione dell’omonimo Salice salentino Dop Riserva, che alla sua prima annata (il 2012) ha ricevuto il prestigioso 90/100 proprio dalla stessa rivista americana. Recentemente, anche la cantina campana Sanpaolo di Quarta ha iniziato a produrre la linea Antica Masseria del Sigillo per i suoi grandi vini dell’Irpinia, tra cui il Taurasi.

“Essere annoverati nella lista Top 100 di Wine Spectator è per noi motivo di grandissima gioia e soddisfazione. È un risultato entusiasmante che non appartiene solo a noi e al nostro staff ma è di tutto il territorio, del Sud Italia e della Puglia. Il Primitivo è un vitigno affascinante che sta conquistando il mondo e noi siamo fortemente impegnati per realizzare una produzione identitaria, per la sua valorizzazione ed affermazione globale”. È il commento di Alessandra Quarta che affianca il papà, da appena 11 anni dedito alla viticoltura di qualità con le tre cantine, due pugliesi ed una irpina, in cui producono vini “di territorio”.alessandra-e-claudio-quarta

Riuscire ad entrare nella Top 100 di Wine Spectator – conclude Claudio Quarta era il mio obiettivo, la mia ambizione, già da quando sognavo di diventare vignaiolo. Era il 2003, ero a New York con la mia famiglia, avevo fra le mani la rivista e azzardai che se avessi mai coronato il sogno di produrre vini il mio nome sarebbe stato scritto su quelle pagine nel giro di dieci anni. Dopo undici anni quel sogno è diventato realtà!”. 

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