Ricerca e Sostenibilità

L'incrementabilità e il modello a grappolo

 

La sostenibilità perseguita da Claudio Quarta nelle sue tre cantine non è solo ambientale, ma anche economica e sociale. Lo sviluppo sostenibile, infatti, è completo quando prevede tutti i tre gli elementi della sostenibilità.

Ciò tuttavia non è sufficiente, poiché è dovere di ciascuno lasciare a chi verrà qualcosa di più.

Come? Generando CONOSCENZA e INNOVAZIONE.

Incrementabilità” è il concetto coniato dallo stesso vignaiolo per esprimere la necessità di andare oltre la sostenibilità, poiché non può più bastare non compromettere i bisogni delle generazioni future, alle quali invece occorre lasciare nuove opportunità e migliori condizioni. La chiave non può che essere la nuova conoscenza, la sola che può generare vera Sostenibilità ambientale, sociale, economica.

Questo si traduce in una biodiversità maggiormente tutelata, un ambiente difeso ma soprattutto valorizzato, tecniche colturali e produttive orientate alla qualità e al rispetto delle caratteristiche pedologiche dei terreni. Significa abbracciare un percorso globale di rispetto e amore per la tradizione, da ripensare e innovare. Lo stile di fare impresa è improntato allo studio e al rispetto dei micro-territori e delle colture, alla collaborazione con le Università e i centri di Ricerca, alla valorizzazione delle singole peculiarità e identità locali secondo un modello imprenditoriale “a grappolo”. Un sistema che consente nel tempo di poter aumentare volumi e fatturato, attraverso un’offerta ampia di vini, senza mai forzare sulla produzione di una singola cantina per non compromettere qualità e autenticità.

Un modello in cui il raspo è il cuore che si occupa del controllo e del commercio, mentre gli acini sono le cantine sparse nei vari territori, espressi attraverso vini di qualità, in contesti produttivi recuperati con scrupolosa attenzione e con un restauro conservativo che ne valorizza le singole peculiarità. Da questo lavoro sono nati degli unicum, che pur nella loro bellezza architettonica non distolgono mai l’attenzione dalle uve, dai vitigni e dal vino, protagonisti della filiera produttiva, seguita in ogni suo singolo anello da Claudio Quarta.

 

La nostra impronta green

Tutte e tre le cantine sono impegnate per attutire l’impatto ambientale di un’attività che per natura comporta un considerevole dispendio di acqua e una notevole immissione di CO2 nell’atmosfera. La produzione di vino, infatti, nonostante la grande attenzione delle pratiche agricole seguite in vigna, nel nostro caso in regime di lotta integrata ed alcune particelle allevate in biologico, è un’attività con una forte propensione all’inquinamento: la sola fermentazione alcolica ogni anno nelle tre cantine Claudio Quarta produce 90 tonnellate di CO2.
Va anche detto che 1 solo ettaro di vigneto assorbe 15 tonnellate di anidride carbonica, dunque basterebbe l’attività naturalmente svolta da 6 ettari di vigneto per compensare la quantità prodotta. I 50 ettari vitati di proprietà a Tenute Eméra portano la “bilancia ambientale” in positivo con una capacità di assorbimento di 660 tonnellate/anno di CO2.

A questo “lavoro di bonifica” naturalmente svolto dai vigneti sono state aggiunte altre attività di impronta green:

– la scelta un fornitore di energia elettrica certificato da fonti rinnovabili che consente di risparmiare ben 220 tonnellate di Co2/anno
– l’adozione di un impianto fotovoltaico a Cantina Sanpaolo per risparmiare 12 tonnellate Co2 /anno e in futuro previsto anche un grande impianto per Tenute Emèra
– l’utilizzo di bottiglie più leggere che determina un risparmio di CO2 variabile fra i 250 gr e 1Kg, per ogni Km percorso dai mezzi di trasporto per portare i nostri vini in tutto il mondo.

Anche riguardo allo spreco della risorsa acqua, utilizzata per irrigare i vigneti e per le operazioni di pulizia dei serbatoi ( che necessitano di acqua potabile) si adoperano degli accorgimenti:
– Per l’irrigazione si raccolgono le acque piovane dal tetto giardino che ricopre la cantina e si riutilizzano le acqua già usate per i lavaggi dopo aver effettuato la fitodepurazione con i papiri.
– Grazie al ripristino di un pozzo freatico e l’installazione di un impianto di potabilizzazione oggi la cantina risparmia 840.000 litri di acqua potabile.

Sono scelte fatte nella convinzione che il mondo intero debba tornare verso un’agricoltura e una produzione artigianale e dell’industria sempre più sana e sostenibile, che non solo non impoverisca il territorio ma anzi lasci qualcosa di buono e utile per chi verrà.

L’impegno quotidiano nelle cantine Claudio Quarta Vignaiolo si declina seguendo il faro delle “tre P” della sostenibilità: People, Profit, Planet. Dando valore a ciascuna di esse, per andare oltre alla sola SOSTENIBILITÀ che insieme alla CONOSCENZA può produrre INCREMENTABILITÀ e lasciare qualcosa in più alle generazioni future.

I progetti in Cantina

  • COLLEZIONE DI BIODIVERSITA @ Tenute Eméra
    Nel 2007 in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano ed il Bioparco dell’Insubria, è stato avviato un ambizioso progetto per la preservazione e la valorizzazione della biodiversità della vite. In tre anni, dal 2008 al 2010, sono state impiantate sei repliche di oltre 500 vitigni rari provenienti dal bacino del Mediterraneo. Dal 2014 ogni anno viene condotto uno screening mediante micro-fermentazione di alcune varietà selezionate in base sia al profilo aromatico ed equilibrio tra concentrazione zuccherina e acidità che alla loro eventuale resistenza alle infezioni. I vini così ottenuti vengono degustati dallo staff di Claudio Quarta Vignaiolo con l’equipe dei Prof. Attilio Scienza e Osvaldo Failla, della Facoltà di Agraria di Milano. Le migliori varietà, i cosiddetti “Hit”, vengono identificati e tenuti sotto osservazione. Dal 2017 sono state impiantate nuove varietà per arricchire il patrimonio della biodiversità. A partire dal 2015, gli Hit selezionati dalla Collezione di Biodiversità vengono replicati in circa 60 copie in modo da ottenere maggiori quantitativi da vinificare così in scala superiore. Gli Hit che confermano le loro caratteristiche positive in degustazione divengono “Lead” e replicati ancor più estensivamente per consentire una più approfondita valutazione e per seguire un eventuale iter di integrazione nel patrimonio ampelografico regionale.
  • WINEGRAFT @ Tenute Eméra
    Nel 2014 Claudio Quarta Vignaiolo insieme ad alcune più importanti realtà vitivinicole italiane ha aderito al progetto di Ricerca “Wine Graft – I nuovi Portinnesti” coordinato dal team scientifico del Prof. Scienza. Il progetto riguarda un tema attualissimo per la viticoltura mondiale, alle prese con emergenze sanitarie, gli effetti di stress idrico e salinità dei suoli dovuti al cambiamento climatico, ma anche con la necessità di ridurre gli input energetici in un’ottica di sostenibilità. La ricerca è orientata ad ottenere portinnesti migliorativi rispetto a quelli utilizzati, capaci di tollerare la siccità e resistere ad elevati tenori di calcare attivo nel terreno. Nel 2014 sono stati iscritti ben 4 nuovi portinnesti nel Registro Nazionale (M1, M2, M3, M4) e la ricerca continua per ottenere portinnesti ideali per tutti gli ambienti. L’obiettivo è ora di sviluppare una nuova generazione più adatta alle condizioni di stress e riuscire a realizzare singoli portinnesti idonei per ogni tipo di ambiente.

    Nel 2018 è stato impiantato lo stesso clone di Negroamaro sui 4 portainnersti tradizionali e sui 4 della serie M, in filari dello stesso appezzamento, e sottoposti alle stesse pratiche colturali. Si continuano ad osservarne le caratteristiche.